Altro che Gelmini, la scuola italiana ha bisogno di ben altra rivoluzione.
Soprattutto se alle elementari ancora si usano sussidiari delle stessa qualità di quelli che usavo io circa 25 anni fa.
Ho detto 25 anni fa? Ho detto 25 anni fa.
Per esempio, un classico paragrafo del capitolo di geografia così enunciava: “La Corsica è una delle principali isole mediterranee, che politicamente appartiene alla Francia e geograficamente appartiene all’Italia”.
Che minchia vuol dire geograficamente? È un tentativo di istigare l’annessione della Corsica all’Italia? Come se i corsi - o i sardi - non si sentissero lontani da entrambe le nazioni in egual misura.
Domandina a bruciapelo: chi ha inventato la radio?
Scommetto che quasi il 100% risponderebbe Guglielmo Marconi. E invece.
In realtà Marconi ha detenuto il brevetto dal 1903 al 1943, periodo parentesi tra quelli del 1900-1903 e 1943-oggi, in cui l’invenzione è ufficialmente attribuita a Nikola Tesla, che aveva iniziato i suoi esperimenti ben prima, come si vede dal grafico di Wikipedia.
Quel periodo di gloria di Marconi - che comunque realizzò la prima trasmissione transatlantica e ricevette il Premio Nobel - lo dobbiamo sicuramente a uno dei meriti che noi italiani possiamo vantare in ogni epoca: la capacità di convincere.
Mi domando se ancora nei sussidiari ci siano scritte queste cose.
Il panorama si fa ancora più inquietante pensando che questi bambini vanno poi a catechismo il pomeriggio per prepararsi alla comunione. Qui trovano la suorina o il sacerdote di non meno di 70 anni (ormai il catechismo non lo insegna più nessuno) che Dio solo sa quale testo usino e come lo interpretino.
Anche qui, se utilizzano didattica di 25 anni fa, stiamo freschi. Fino a qualche anno fa ancora credevo di avere una costola in più di un uomo. Per dire.